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Di mestiere professore di Latino e Greco, da tempo impegnato con entusiasmo in politica, Nicola Renzi è uno dei giovani volti di AP. Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio le sue proposte, le sue idee e la sua visione del paese.
1) Cosa l'ha spinta ad entrare in politica?
Potrei rispondere a questa domanda in molti modi. Preferisco però raccontare un episodio. Qualche anno fa, uno dei miei studenti, che aveva appena terminato con profitto la maturità, mi chiese: "professore, ed ora? Quale università mi consiglia?". Io a quella domanda non seppi rispondere. Non vedevo una strada sicura da consigliare, l’approdo al mondo del lavoro mi sembrava una chimera. Candidarmi significa oggi rispondere a quella domanda: fare in modo che quel ragazzo, che ogni ragazzo sammarinese, possa avere davanti a sé una strada sicura, un percorso, alla fine del quale ci sia la speranza di realizzare le proprie aspettative ed i propri sogni.
2) Quindi cosa dovrebbe fare la politica?
La politica deve captare i bisogni, talora crearli, cioè dettare l’agenda: fare capire ciò che concorre al bene comune e ciò che invece è particolarismo. La politica, poi, deve dare le risposte: non affrettate, ponderate, ma puntuali. Ciò che più provoca rabbia, credo, sia l’inazione, l’immobilismo, la mancanza di coraggio, per cui troppe volte la politica ha abdicato: non ha scelto. Ripenso all’attualissimo intervento di Mendès-France, “Gouverner c'est choisir”: da qualche anno la politica ha iniziato a scegliere, San Marino sta cambiando e bisogna continuare decisamente su questa strada.
3) Più nel concreto, quali sono le priorità?
Moltissime, ma tre in particolare: il lavoro, che, come è scritto nel nostro programma è un diritto-dovere. I giovani, che sono l'altra faccia della stessa medaglia: non possiamo permetterci, come sta accadendo in Italia, che esistano “generazioni perdute”. Infine la legalità, che deve essere prima di tutto uno stato d'animo, un modo di vita.
4) Quindi quali interventi è necessario mettere in atto relativamente a questi temi?
Occorre una iniezione di liquidità, che consenta di riavviare l'economia, per la quale non deve essere un tabou creare debito, purché esso sia contenuto, nell'entità e nel tempo, ed impiegato esclusivamente per il rilancio, mai per la spesa corrente. Occorre sburocratizzare ogni iniziativa d'impresa, posponendo i controlli alla creazione delle nuove realtà imprenditoriali; inserire forme di prestito d'onore, che premino le idee; pensare incentivi ad hoc per i giovani; valorizzare l'azione della Camera di Commercio nel trovare nuovi investitori esteri. Occorre infine rifuggire ogni pregiudizio e valorizzare le competenze presenti nella PA, perché solo una macchina statale snella, competente e dinamica è in grado di fornire la cornice adeguata a che tutto il sistema funzioni.
5) E la legalità?
Alleanza Popolare ha fortemente voluto e sostenuto i lavori della “Commissione Antimafia”, che, nonostante i tanti tentativi di discredito, ha portato a termine il proprio compito. Ora è necessario che la magistratura faccia il suo corso, approfondendo, accertando, giudicando. Attenzione però: guai a fare di ogni erba un fascio, i cittadini dovranno e potranno saper discernere tra chi ha avuto comportamenti non consoni e chi quei comportamenti ha contribuito a smascherare. La strada verso un cambiamento culturale è lunga e difficile, come anche quella dell'accertamento della verità.
6) Per finire, cosa pensa del panorama politico e della frammentazione che lo caratterizza?
Credo che nella sua domanda ci sia già la risposta. Mai come in questo momento così aspro è necessario unire, condividere, è necessario che ciascuno rinunci a qualcosa affinché tutti abbiano molto di più! Invece si assiste a personalismi, giochi di palazzo, tradimenti e trasformismi, che credo abbiano profondamente disgustato i sammarinesi, che chiedono coerenza e lealtà. Se le dicessi che in AP non ho mai alzato la voce, non ho mai discusso, mentirei. Ma la discussione è sempre stata un modo sincero per trovare la sintesi e migliorare la proposta da condividere con i sammarinesi.
7) Un auspicio?
Che il percorso iniziato possa continuare, che passi questa brutta notte della Repubblica, che torni il sole, che San Marino vinca la miriade di nemici e falsi amici che l'hanno ingiustamente sfruttata poi attaccata, che smettiamo di farci del male, che torni la pace!