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2012 Agosto 09 - Alleanza Popolare Ufficio Stampa

Andrea Zafferani deve giustificare la sua uscita da Alleanza Popolare. Comprendiamo questa esigenza ma vorremmo ricordargli che le ragioni di carattere politico da lui addotte nei primi commenti, bastavano e avanzavano. Sicuramente noi abbiamo sbagliato ad accogliere un transfuga del Psd e di Zona Franca, lui ha fatto male i suoi conti nel ritenere che Ap fosse terreno fertile per tutte le idee di cui si sentiva portatore.
Speravamo di chiudere la vicenda senza sussulti e invece Zafferani, nella giornata di ieri, ha fatto dichiarazioni che il nostro movimento non merita. Primo, perché Andrea ha goduto della più ampia libertà di espressione all’interno e all’esterno di Alleanza Popolare; secondo, perché il rapporto fra noi non è stato paritetico, nel senso che lui ha molto più ricevuto di quello che ha dato; terzo, perché si è comunque avvalso dei voti degli elettori di Ap come trampolino di lancio per il suo impegno in politica.
In virtù di tutto ciò, ci sembrano francamente offensive le considerazioni secondo cui siamo i “meno peggio”, non pensiamo ai programmi per il Paese e facciamo compromessi al ribasso. Semmai un compromesso al ribasso lo ha fatto lui scendendo a patti con sé stesso per rimanere alcuni anni in un movimento del quale nutriva un giudizio così negativo.
La verità è che abbiamo modi diversi di vedere l’impegno politico, la partecipazione, la democrazia interna e la leadership. E in Alleanza Popolare proposte come i licenziamenti nella pubblica amministrazione, il consiglierato a tempo pieno o l’impegno nel partito riconosciuto come lavoro anziché come servizio, tanto care a Zafferani, non sono mai passate. E poi c’è una valutazione diversa sulle prospettive.
Fermiamoci qui.